MAILBOMBING: no alla strage di colombi a Torino
Iniziative,  Proteste

Mailbombing: no alla strage di colombi a Torino!

Ci risiamo: ogni qualvolta si presenti un problema di convivenza fra animali ed esseri umani, la via che si sceglie è quella dell’abbattimento degli animali. Stavolta è il turno dei colombi.

Siamo a Torino. E la strategia presumibilmente risolutiva si chiama “Piano di controllo del colombo sul territorio della Città Metropolitana di Torino”.
La storia si ripete.
Oggi sono i colombi, domani saranno le gazze, i merli, i passeri, le tortore…
Ogni volta non si cercano strade etiche alternative.
E, come sempre, ci riveliamo per quello che siamo: una specie che non è in grado di convivere con l’altro da sé, e che stermina tutto ciò che considera diverso o dannoso.

Facciamo inoltre presente che il metodo cruento dell’abbattimento non è affatto risolutivo. Anzi, tutt’altro.
Eppure le soluzioni alternative esistono! Dalla costruzione (o riqualifica di vecchie strutture) di colombaie funzionanti; al controllo delle nascite; alla sensibilizzare verso una corretta convivenza con le altre specie. Tutte strategie già in vigore in altre aree geografiche che stanno portando a risultati sul lungo termine.
Urliamolo a gran voce alle istituzioni!
Partecipa anche tu al mailbombing!


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elena.dibella@cittametropolitana.torino.it, assessore.tresso@comune.torino.it, vicesindaca.favaro@comune.torino.it, gianfranco.guerrini@cittametropolitana.torino.it, infofauna@cittametropolitana.torino.it, sportellodelcittadino@comune.cirie.to.it

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Oggetto
: No alla strage di colombi a Torino


Buongiorno,

ho appreso del cosiddetto “Piano di controllo del colombo sul territorio della Città Metropolitana di Torino” e con la presente chiedo venga immediatamente revocata questa ordinanza.
Non è possibile che ogni qualvolta si presenti un problema di convivenza fra animali ed esseri umani, la via che si sceglie di seguire è quella dell’abbattimento degli animali, senza invece cercare soluzioni alternative.
Oggi sono i colombi, domani saranno le gazze, i merli, i passeri, le tortore.
Siamo solo una specie fra tante, e dobbiamo ancora imparare a convivere senza sterminare tutto ciò che consideriamo diverso o dannoso.
Inoltre è accertato che il metodo cruento dell’abbattimento non è risolutivo, anzi. Secondo diversi studi “nonostante le pesanti perdite inflitte ad alcune specie, si è sempre assistito al fallimento nella riduzione della popolazione complessiva. Ad esempio, un gruppo di colombi può essere ridotto dell’80%, ma dopo poche settimane il numero iniziale viene ristabilito, e talvolta superato. E’ difficile che i tentativi di riduzione delle popolazioni delle specie problematiche risultino efficaci, a meno che la capacità portante del loro habitat non sia stata ridotta” . Pertanto, oltre ad essere eticamente sbagliato, oltre ad avere un elevato impatto ambientale, i metodi cruenti sono anche poco efficaci perché il livello della popolazione si ristabilisce rapidamente: attraverso l’incremento dei ritmi di riproduzione dei superstiti, per la minore mortalità degli individui che sarebbero deceduti naturalmente, per immigrazione di individui dal territorio circostante.
Le soluzioni alternative ci sono! Si dovrebbe investire sulla costruzione, o la riqualifica di vecchie strutture, in colombaie funzionanti (una soluzione che, come abbiamo visto in tutto il nord Europa, apporta veri risultati sul lungo termine); lavorare sul controllo delle nascite, metodo utilizzato da chi sta risolvendo la questione in Europa e in alcune zone d’Italia; sensibilizzare ad una corretta convivenza la popolazione, che è ogni giorno più attenta a questi temi, a differenza delle istituzioni. Le associazioni del territorio sono disponibili ad occuparsene, create un tavolo di lavoro per trovare insieme le soluzioni più idonee.

Confido nella vostra ragionevolezza e nel buonsenso per evitare l’ennesima l’ingiustizia.

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