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Denunciamo l’inadempienza dei custodi giudiziari degli animali della Sfattoria

COMUNICATO STAMPA

LAV, LNDC Animal Protection, ENPA e Rete dei santuari di animali liberi intervengono con l’intento di chiarire i fatti che hanno portato alla situazione attuale degli animali che si trovano presso La Sfattoria e denunciare pubblicamente l’inadempienza delle istituzioni, Regione Lazio e Comune di Roma, custodi giudiziari degli animali sequestrati.

 

La vicenda della Sfattoria diventa famosa nel 2022 quando, nel mese di agosto, in seguito alla registrazione di alcuni casi di peste suina africana nei cinghiali in diverse zone d’Italia, viene disposta la misura dell’uccisione preventiva per tutti i suidi (maiali, cinghiali e ibridi) ospitati presso La Sfattoria.

Per opporsi a quel decreto di morte, LAV, LNDC Animal Protection, ENPA e Rete dei santuari, insieme ad altre associazioni, fanno ricorso contro l’ASL Roma 1 e vincono al TAR del Lazio con una sentenza importantissima che annulla l’ordinanza dell’ASL e mette al sicuro tutti gli animali ospitati. Questa sentenza sancisce un importante precedente sulla necessità di rispettare la natura di luoghi come rifugi e santuari per animali salvati, sottratti al maltrattamento e allo sfruttamento, che non possono diventare vittime di misure cruente come le uccisioni preventive.

La situazione però evolve negli anni in modo negativo: emergono forti criticità nelle modalità di gestione attuate da parte dei responsabili del rifugio. Le testimonianze raccolte delineano una situazione molto grave con animali denutriti, in sovrannumero e detenuti in condizioni non adeguate che, nel giugno 2025, portano le associazioni a denunciare per maltrattamento la responsabile e quindi al sequestro di tutti gli animali.

Solo in quel momento è stato possibile per le associazioni entrare al rifugio e constatare le condizioni degli animali. Fino ad allora, infatti, diversi volontari che già operavano nel rifugio e cercavano di ottenere un miglioramento erano stati allontanati. Solo l’ASL che accedeva per operare la vigilanza sanitaria aveva contezza di quanto accadeva all’interno del rifugio.

Dal giugno 2025, con il sequestro, gli animali domestici, tra cui i maiali, sono stati affidati in custodia giudiziaria al Comune di Roma, mentre i cinghiali e gli ibridi, in quanto animali selvatici, alla Regione Lazio.

Da quel momento, i volontari delle sedi locali delle associazioni LAV, LNDC Animal Protection e ENPA hanno garantito costante presenza all’interno della Sfattoria per accudire gli animali, ottenendo l’autorizzazione a fornire un supporto nella attività di gestione operativa. In pochi mesi alcune delle numerose prescrizioni impartite dalla ASL Roma 1 ai custodi giudiziari sono state eseguite, tra cui la sterilizzazione dei felini e dei suini da parte dei veterinari incaricati dal Comune di Roma. Tuttavia, se il Comune si è fatto parzialmente carico, oltre che delle sterilizzazioni, anche della fornitura di mangime e dell’attuazione di alcuni lavori per migliorare la struttura, la Regione è stata completamente assente. Le associazioni si sono pertanto ritrovate a doversi fare carico dell’acquisto di mangime, attrezzature e materiali per la costruzione delle recinzioni, per un totale di oltre 25 mila euro.

Grazie all’enorme sforzo dei volontari numerosi animali sono stati liberati dalle stalle perennemente chiuse e hanno potuto vedere la luce del sole. Sono rimaste tuttavia numerosissime criticità sia dal punto di vista sanitario che strutturale; pertanto, le associazioni hanno a più riprese contattato le amministrazioni per chiedere il rispetto dei loro doveri di custodia.

Non ricevendo riscontri, in data 12.12.2025, le associazioni hanno formalmente comunicato a Comune e Regione l’impossibilità di continuare a farsi carico della situazione, informando al contempo la Procura della Repubblica che a partire dal 1° gennaio 2026 non avrebbero più potuto proseguire nelle attività di accudimento, ribadendo le gravi responsabilità degli enti. Anche in questo caso, nessuna risposta è arrivata da parte delle istituzioni.

In data 23.01.2026, le associazioni hanno presentato denuncia contro la Regione Lazio per condotta omissiva rispetto agli animali selvatici di cui è formale custode.

Ad oggi, la situazione richiede urgente intervento da parte dei custodi giudiziari responsabili per il mantenimento, le cure e il benessere degli animali presso La Sfattoria. Le associazioni hanno sempre ribadito la loro intenzioni, volontà e possibilità di supporto, ma non possono sostituirsi alle istituzioni dello Stato, che operano con ben altri mezzi e hanno la responsabilità giuridica della situazione.