Caccia, il DDL “sparatutto” verso l’aula a novembre.
Caccia, il DDL “sparatutto” verso l’aula a novembre. Le associazioni: «grave forzatura, si impedisce un esame approfondito della riforma».
La Commissione Agricoltura riprende l’esame il 16 settembre, ma la maggioranza ha già calendarizzato il voto in Aula. Le associazioni: «Fauna selvatica usata come merce di scambio elettorale. In gioco la tutela della biodiversità e principi fondamentali della Costituzione».
La maggioranza parlamentare ha deciso di calendarizzare per novembre l’esame in Aula alla Camera della proposta di legge n. 2984 sulla caccia, mentre la Commissione Agricoltura deve ancora affrontare migliaia di emendamenti.
La Rete dei Santuari, insieme alle associazioni della coalizione nazionale impegnata contro il DDL “Caccia selvaggia”, esprime forte preoccupazione per una decisione che rischia di determinare una brusca accelerazione dell’iter parlamentare e di comprimere il confronto su una riforma destinata a incidere profondamente sulla tutela della fauna selvatica e della biodiversità.
Dopo la pausa estiva, la Commissione Agricoltura della Camera riprenderà infatti l’esame del provvedimento mercoledì 16 settembre. La calendarizzazione anticipata dell’approdo in Aula rischia però di imporre tempi incompatibili con un esame serio e approfondito delle numerose proposte di modifica presentate.
Consideriamo questa scelta una forzatura istituzionale estremamente grave. Una riforma così controversa, che interviene direttamente sulla tutela della fauna selvatica, della biodiversità e degli ecosistemi, richiederebbe il massimo livello di confronto e trasparenza, non una corsa contro il tempo per arrivare al voto.
La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è oggi espressamente riconosciuta dall’articolo 9 della Costituzione, anche nell’interesse delle future generazioni. La fauna selvatica, inoltre, è patrimonio indisponibile dello Stato e la sua protezione risponde a un interesse collettivo che non può essere subordinato alle richieste di specifiche categorie.
Secondo le associazioni, la decisione di portare comunque il provvedimento in Aula a novembre, indipendentemente dal completamento dell’esame in Commissione, rischia di trasformare la fauna selvatica in uno strumento di consenso politico ed elettorale.
Ancora una volta gli animali selvatici vengono trattati come merce di scambio. Si tenta di sacrificare la loro tutela, insieme alla conservazione della natura e agli impegni assunti dall’Italia a livello europeo e internazionale, per soddisfare le richieste di una minoranza portatrice di interessi specifici.
Le criticità sollevate sul provvedimento sono numerose e riguardano non soltanto il benessere e la conservazione della fauna selvatica, ma più in generale la protezione della biodiversità, degli ecosistemi e l’interesse di tutti i cittadini a una gestione del patrimonio naturale fondata su criteri scientifici e sul rispetto delle norme nazionali ed europee.
Le Associazioni chiedono quindi che il Parlamento possa esercitare pienamente le proprie prerogative, consentendo alla Commissione Agricoltura di esaminare gli emendamenti senza scorciatoie procedurali e garantendo un confronto pubblico, trasparente e approfondito prima dell’arrivo del provvedimento in Aula.
«La biodiversità non può essere sacrificata alla propaganda né compressa dalle scadenze elettorali. Una legge che rischia di produrre uno dei più gravi arretramenti nella tutela della fauna selvatica degli ultimi decenni merita un dibattito serio e rispettoso delle regole democratiche. Gli animali selvatici sono patrimonio di tutti, non proprietà di chi vuole sparargli».


