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Comunicato stampa #2 – 20 settembre 2023

COMUNICATO STAMPA RETE DEI SANTUARI DI ANIMALI LIBERI IN ITALIA

Concluso con la strage di 9 maiali ancora perfettamente sani lo sgombero violento del presidio in difesa dei suini del rifugio Cuori Liberi a Sairano di Zinasco (Pavia), iniziato questa mattina all’alba

Dichiarazione di Sara d’Angelo, coordinatrice della Rete dei santuari di animali liberi in Italia

“Lo sgombero violento del presidio in difesa dei suini del rifugio Cuori Liberi a Sairano di Zinasco (Pavia), iniziato questa mattina all’alba, si è concluso con la strage di 9 maiali ancora perfettamente sani”.
Lo annuncia Sara d’Angelo della Rete dei santuari di animali liberi in Italia, organizzazione coordinatrice nelle ultime due settimane del presidio spontaneo al quale avevano partecipato attiviste e attivisti da tutta Italia, da venerdì scorso barricati dentro il rifugio per impedire l’esecuzione dell’ordinanza di abbattimento degli animali ancora vivi tentata nella stessa giornata.
Gli attivisti presenti denunciano con forza la violenza inaudita esercitata oggi da parte di un dispiegamento di forze dell’ordine di dimensioni impressionanti su tutte le persone presenti che, pur determinate, erano pacifiche e inermi. “Tutti i presenti – prosegue Sara d’Angelo – , di qualunque età e genere, sono stati strattonati, gettati a terra, manganellati, presi a calci. Alcuni manifestanti hanno riportato ferite e avrebbero necessitato dell’intervento dell’ambulanza, ma non è stato consentito che si avvicinasse. Altri sono stati caricati sulle camionette e portati in caserma e in questi stessi minuti un presidio solidale chiede che siano rilasciati”.
“Dopo aver spazzato via anche l’ultima resistenza, i veterinari di ATS sono entrati e hanno provveduto a uccidere i 9 suini. In questa fase è stato impedito ai responsabili del rifugio e ai veterinari di fiducia di essere presenti per dare un ultimo saluto ai propri animali e accertarsi che venissero rispettati i criteri di una corretta eutanasia. Il timore è che lontano da occhi indiscreti si sia proceduto all’uccisione inseguendo nei recinti gli animali terrorizzati. I corpi senza vita sono infine stati gettati con una ruspa nel cassone di un camion per la raccolta di rifiuti speciali, sotto lo sguardo straziato di chi si occupava di loro da anni”.
Gli attivisti denunciano inoltre la devastazione “gratuita” che è stata prodotta all’interno del rifugio, dove tutte le recinzioni e le strutture sono state completamente distrutte: “non c’è un solo cancello rimasto in piedi”. “Gravissimo anche il fatto – prosegue Sara d’Angelo – che con un’epidemia in corso parte del personale intervenuto ed entrato all’interno del rifugio non indossasse alcun dispositivo di protezione per impedire di portare il virus fuori dal perimetro della struttura posta sotto sequestro”.
“Quanto abbiamo vissuto oggi è qualcosa di assolutamente inaudito – conclude la coordinatrice della Rete dei santuari di animali liberi – . Faremo di tutto perché la vergogna di questa giornata non passi sotto silenzio e soprattutto perché non si ripeta in nessun altro spazio liberato. Non permetteremo che gli animali che abitano i rifugi, strappati con fatica dal sistema di produzione alimentare, tornino nuovamente ad esserne vittime”.
Gli attivisti, nonostante il dolore di questa giornata drammatica, promettono di riconvocarsi molto presto con nuove iniziative e proteste.

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Rete dei Santuari di animali liberi
Sara d’Angelo
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