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<oembed><version>1.0</version><provider_name>Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia</provider_name><provider_url>https://www.animaliliberi.org/site</provider_url><title>Sequestrati animali in un noto rifugio lombardo - Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="IjuIrNZ9hK"&gt;&lt;a href="https://www.animaliliberi.org/site/sequestrati-animali-un-noto-rifugio-lombardo/"&gt;Sequestrati animali in un noto rifugio lombardo&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.animaliliberi.org/site/sequestrati-animali-un-noto-rifugio-lombardo/embed/#?secret=IjuIrNZ9hK" width="600" height="338" title="&#x201C;Sequestrati animali in un noto rifugio lombardo&#x201D; &#x2014; Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia" data-secret="IjuIrNZ9hK" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;
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</html><description>COMUNICATO STAMPA RETE DEI SANTUARI DI ANIMALI LIBERI Sequestrati animali in un noto rifugio lombardo Quelle che fino a qualche giorno fa sembravano chiacchiere e delazioni, si sono trasformate in realt&#xE0;. Un realt&#xE0; durissima e aspra. Che ha portato al sequestro penale di due lotti di animali (maiali e cinghiali). Sequestro per maltrattamento. Le segnalazioni dei volontari, le denunce degli stessi per gravi reiterati maltrattamenti, negligenze e incuria hanno portato ad ispezioni tutt&#x2019;ora in corso da parte del corpo forestale dello stato. La vicenda giudiziale far&#xE0; il suo corso. Non esiste un complotto. Le uniche vittime, come spesso accade, sono gli animali. La Rete dei Santuari di Animali Liberi ben lungi dal desiderio di alimentare polemiche e confusione, intende sostenere gli attivisti e le attiviste, i volontari e le volontarie che, nonostante le intimidazioni e le minacce, non hanno esitato a prendere le distanze e a denunciare i gravi fatti nella gestione degli animali ospiti di quel rifugio. Il rifugio in questione non fa parte della Rete dei Santuari. Non rispettava i principi basilari contenuti nella carta dei valori, cui tutti i santuari, dal nostro punto di vista dovrebbero far riferimento. Non vi aderiva sia per mancata coerenza con i principi pi&#xF9; elementari che dovrebbero animare un santuario, sia per logiche di gestione degli animali inaccettabili per un santuario, mutuate dal mondo dell&#x2019;allevamento e della pastorizia (animali chiusi in stalle e gestiti non in libert&#xE0;, ma secondo gli standard degli allevatori, e spesso anche custoditi presso allevamenti che vengono retribuiti per la loro gestione e ospitalit&#xE0;, nonch&#xE9; animali gestiti in gregge condotti da pastori). Noi riteniamo che i rifugi vadano aiutati e non denunciati o denigrati, per tanto, alle numerose segnalazioni, inizialmente abbiamo sempre suggerito e invitato i volontari a tentare di cambiare le cose e contribuire perch&#xE9; le mancanze potessero risolversi. Non di meno, di fronte all&#x2019;illogica negazione che esistessero dei problemi da risolvere da parte della gestione del rifugio in questione e alla continua e sprezzante ricerca di sempre nuovi animali da accogliere, anche acquistandoli (e quindi continuando ad alimentare il mercato della morte) senza aver prima sistemato adeguatamente quelli gi&#xE0; in essere, i volontari sono stati messi in condizione di andarsene o addirittura allontanati. Con questo grave risultato. Invitiamo chiunque decida di sostenere un santuario di visitarlo e verificare come vengono tenuti gli animali. Tutti. Non solo i pochi testimonial esposti al pubblico e mostrati alle visite. Noi abbiamo le porte aperte e vi aspettiamo.</description></oembed>
