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<oembed><version>1.0</version><provider_name>Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia</provider_name><provider_url>https://www.animaliliberi.org/site</provider_url><title>Mobilitazione nazionale contro il DDL Caccia - Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia</title><type>rich</type><width>600</width><height>338</height><html>&lt;blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="w8TxfAfOWY"&gt;&lt;a href="https://www.animaliliberi.org/site/mobilitazione-nazionale-contro-il-ddl-caccia/"&gt;Mobilitazione nazionale contro il DDL Caccia&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;iframe sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://www.animaliliberi.org/site/mobilitazione-nazionale-contro-il-ddl-caccia/embed/#?secret=w8TxfAfOWY" width="600" height="338" title="&#x201C;Mobilitazione nazionale contro il DDL Caccia&#x201D; &#x2014; Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia" data-secret="w8TxfAfOWY" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" class="wp-embedded-content"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script&gt;
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In evidenza anche i legami tra l&#x2019;oppressione animale, la devastazione ambientale, l&#x2019;annientamento di popoli e terre e il dominio patriarcale. Collettivi e associazioni antispeciste, ma anche femministe, per la giustizia climatica e dalla parte del popolo palestinese scenderanno in piazza insieme, portando nello spazio pubblico due pomeriggi di iniziative, performance e letture. Oggetto di contestazione comune e coordinata tra le diverse citt&#xE0; sar&#xE0; il disegno di legge sulla caccia, gi&#xE0; S.1552 e ora C.2984, che introduce numerose modifiche alla legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Approvato dal Senato il 23 giugno con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astensioni, il testo &#xE8; attualmente all&#x2019;esame della Camera. L&#x2019;iniziativa &#xE8; stata lanciata da No Food No Science, collettivo mantovano che si &#xE8; battuto negli ultimi tre anni in particolare contro l&#x2019;evento Food&amp;Science Festival organizzato da Confagricoltura nel capoluogo lombardo, mettendo in evidenza la strategia dell&#x2019;industria zootecnica di finanziare eventi pubblici a fine di costruirsi un&#x2019;immagine positiva nei territori in cui &#xE8; maggiormente presente. A fine giugno, durante i lavori della Commissione Agricoltura sul testo, il collettivo, in collaborazione con Extinction Rebellion, aveva tentato di aprire uno striscione a Montecitorio che recitava &#x201C;La biodiversit&#xE0; vi vuole disarmati. Stop ddl caccia&#x201D;. L&#x2019;azione era stata impedita dalle forze dell&#x2019;ordine, che hanno provveduto a portare un&#x2019;attivista in commissariato e a sequestrare lo striscione, seppur non sia stato mai del tutto aperto. Nonostante la mancata riuscita della contestazione, l&#x2019;iniziativa aveva ottenuto visibilit&#xE0; sui canali mediatici dei movimenti e aveva raccolto la solidariet&#xE0; di diversi esponenti politici. Alla base della contestazione di giugno e della nuova mobilitazione nazionale, il rifiuto di un modello che continua ad attribuire alle armi e all&#x2019;uccisione un ruolo centrale nella gestione della fauna selvatica. Una visione che si intreccia a quella per il disarmo, che evidenzia i collegamenti con i femminicidi, che continuano a essere all&#x2019;ordine del giorno nel nostro Paese, e con il genocidio del popolo palestinese. La critica alla centralit&#xE0; dell&#x2019;abbattimento non si esaurisce tuttavia in una posizione etica. Anche la letteratura scientifica internazionale peer-reviewed, distinta dalle valutazioni degli organismi tecnico-istituzionali italiani, offre elementi che mettono in discussione l&#x2019;idea secondo cui aumentare il numero degli animali uccisi equivalga automaticamente a diminuire i danni o a ristabilire un presunto equilibrio naturale. Un esempio particolarmente significativo arriva dalla Francia. Uno studio coordinato da Fr&#xE9;d&#xE9;ric Jiguet e pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica internazionale Biological Conservation ha analizzato sette anni di interventi di controllo, dal 2015 al 2022, su volpi, mustelidi e diverse specie di uccelli considerate dannose. Ogni anno vengono uccisi circa 1,7 milioni di animali appartenenti alle specie prese in esame, ma i ricercatori non hanno trovato evidenze che una maggiore intensit&#xE0; degli abbattimenti determini una riduzione dei danni dichiarati. Lo stesso lavoro mette in evidenza anche un dato economico rilevante: gli interventi di controllo letale analizzati sono stati valutati complessivamente in 103-123 milioni di euro all&#x2019;anno, a fronte di danni dichiarati stimati tra 8 e 23 milioni di euro. Una conclusione che impone quantomeno di mettere in discussione un&#x2019;equazione troppo spesso data per scontata: uccidere pi&#xF9; animali non significa necessariamente produrre meno danni. Anche il caso dei cinghiali mostra quanto la dinamica delle popolazioni animali sia pi&#xF9; complessa di una semplice sottrazione numerica. Uno studio pubblicato nel 2026 da Andrea Mazzatenta, dell&#x2019;Universit&#xE0; &#x201C;G. d&#x2019;Annunzio&#x201D; di Chieti-Pescara, sulla rivista Conservation, analizza il caso italiano da una prospettiva ecofisiologica e richiama l&#x2019;attenzione sulle risposte riproduttive delle popolazioni sottoposte a forte pressione antropica e venatoria. Struttura per et&#xE0; e sesso delle popolazioni, capacit&#xE0; riproduttiva, disponibilit&#xE0; di cibo, trasformazione degli habitat, clima e presenza dei predatori interagiscono tra loro. Pensare di governare sistemi tanto complessi esclusivamente aumentando il numero degli animali abbattuti significa quindi adottare una lettura riduttiva degli ecosistemi. Per chi promuove le giornate del 29 e 30 agosto, &#xE8; quindi necessario rovesciare la prospettiva: la crisi ecologica non nasce da un eccesso generalizzato di animali selvatici, ma si inserisce in un contesto segnato dalla distruzione e frammentazione degli habitat, dal consumo di suolo, dall&#x2019;inquinamento, dalla crisi climatica e da attivit&#xE0; produttive che esercitano una pressione crescente sui territori. Scaricare ancora una volta le conseguenze di questa crisi sugli animali significa, secondo il coordinamento nazionale, evitare di interrogarsi sulle responsabilit&#xE0; del nostro stesso modello di sviluppo. &#x201C;Contestiamo un modello che continua a presentare l&#x2019;uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attivit&#xE0; umane e fauna selvatica. Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione: sono individui. Vogliamo costruire una relazione diversa con gli altri viventi e con i territori, fondata sulla prevenzione, sulla tutela degli habitat e sul progressivo superamento dell&#x2019;uccisione come strumento ordinario di gestione.&#x201D;, dichiara Barbara Balsamo della Rete ecosocialista romana, organizzatrice del presidio a Roma. La mobilitazione contro il DDL Caccia diventa cos&#xEC; anche l&#x2019;occasione per chiedersi quale rapporto vogliamo costruire con gli animali e con i territori: se continuare a considerarli qualcosa da controllare, sfruttare e mettere a disposizione degli interessi umani oppure immaginare una convivenza fondata sulla riduzione dei conflitti, sulla prevenzione, sulla tutela degli ecosistemi e sul riconoscimento degli altri animali come individui. Il 29 e 30 agosto, nelle diverse citt&#xE0; aderenti, la risposta sar&#xE0; una sola: NESSUN BERSAGLIO. Contro il DDL Caccia. Contro lo specismo e ogni forma di oppressione. Per la liberazione animale, la giustizia climatica e la difesa dei territori. PER UN MONDO SENZA DOMINIO. Presidi locali: Arezzo &#x2013; Presidio il 29 agosto in Piazza San Jacopo, ore 17:30. Bologna &#x2013; Presidio il 29 agosto in Piazza Galvani, ore 17. Brescia &#x2013; Presidio il 29 agosto Piazza Paolo VI (Piazza Duomo), ore 18:30. Cremona &#x2013; Presidio il 29 agosto, Corso Vittorio Emanuele fronte Prefettura, ore 10 Livorno &#x2013; Presidio il 30 agosto, Terrazza Mascagni, ore 21. Macerata &#x2013; Presidio 29 agosto, Piazza Mazzini ore 18:30. Mantova &#x2013; Presidio il 30 agosto, Piazza Martiri di Belfiore, ore 18:30 Milano &#x2013; Presidio il 29 agosto, via Messina 45, angolo Corso Cenisio, ore 18. Roma &#x2013; Presidio 29 agosto Largo dei Lombardi, ore 17. Palermo &#x2013; Presidio il 29 agosto, Piazza Giuseppe Verdi (Teatro Massimo), ore 17. Pordenone &#x2013; Presidio il 29 agosto piazza XX settembre ore 17:30. Vercelli &#x2013; Presidio il 29 agosto, via Cavour (angolo Mondadori), ore 17. Verona &#x2013; Presidio il 29 agosto, Piazzetta Scalette Rubiani, ore 16.</description></oembed>
